46) Goldmann. Il massimo di coscienza possibile.
Il sociologo e lo storico hanno compiti in parte diversi da quelli
del fisico. Essi devono tener conto di un fattore particolare, il
massimo di coscienza possibile, che  un elemento diverso dalla
coscienza reale. L'esempio di Lenin.
L. Goldmann, Scienze umane e filosofia (pagine 374-376).

 Nella sociologia la conoscenza si trova sul duplice piano del
soggetto che conosce e dell'oggetto ch'egli studia, perch anche i
comportamenti esterni sono comportamenti di esseri coscienti i
quali giudicano e scelgono, con libert pi o meno grande, il loro
modo di agire. Ora, mentre il fisico non deve badare che a due
livelli della conoscenza, la norma ideale, l'adeguazione del
pensiero alle cose, e le conoscenze reali del proprio tempo il cui
valore sar in funzione della loro distanza rispetto a quelle, lo
storico e, soprattutto, il sociologo sono obbligati a tener conto
per lo meno di un fattore intermedio fra l'uno e l'altro, il
massimo di coscienza possibile delle classi che costituiscono la
societ che  oggetto della loro analisi.
La coscienza reale  il risultato dei molteplici ostacoli e delle
molteplici deviazioni che i diversi fattori della realt empirica
oppongono e fanno subire al realizzarsi di questa coscienza
possibile. Tuttavia, come per la comprensione della realt sociale
 fondamentale non sommergere e non confondere l'azione del gruppo
sociale essenziale, la classe, nell'infinita variet e
molteplicit di azioni degli altri gruppi e, anche, dei fattori
cosmici, cos  essenziale distinguere la coscienza possibile di
una classe dalla sua coscienza reale in un certo momento della
storia, risultato delle limitazioni e deviazioni che fanno subire
alla coscienza di classi le azioni degli altri vari gruppi sociali
e dei fattori naturali e cosmici.
L'uomo si definisce attraverso le sue possibilit, per la sua
tendenza alla comunit con gli altri uomini e all'equilibrio con
la natura. La comunit autentica e la verit universale esprimono
queste possibilit per un lunghissimo periodo storico, la classe
per s (opposta alla classe in s), il massimo di coscienza
possibile, esprimono alcune possibilit sul piano del pensiero e
dell'azione in una determinata struttura sociale. Alcuni esempi
illustreranno l'importanza capitale di questa nozione nei diversi
settori della vita e delle ricerche sociali.
Nell'azione sociale e politica  chiaro che le alleanze fra classi
sociali non possono avvenire se non in base ad un programma minimo
che corrisponda al massimo di coscienza possibile della classe
meno avanzata. Quando nel 1917 Lenin, sollevando lo scandalo tra
la maggioranza dei socialisti occidentali, pone il problema della
distribuzione delle terre ai contadini, posizione apparentemente
contraria ad ogni programma socialista, egli tiene conto
semplicemente del fatto che al proletariato russo, per far
trionfare la Rivoluzione, occorre la alleanza dei contadini poveri
e dei braccianti agricoli e che la collettivizzazione della terra
trascende la coscienza possibile dei contadini in una societ non-
socialista; allo stesso modo il nazionalismo del proletariato dei
popoli coloniali e l'abbandono temporaneo delle sue rivendicazioni
specifiche condizionano la collaborazione con la borghesia di quei
paesi nella lotta per l'indipendenza; durante la Rivoluzione
francese l'esigenza di uguaglianza giuridica rappresentava il
massimo di coscienza possibile per la borghesia, la comprensione
del fatto che l'uguaglianza giuridica  puramente formale e non
garantisce affatto l'uguaglianza economica la quale trascende la
coscienza possibile della borghesia rivoluzionaria.
L. Goldmann, Scienze umane e filosofia, Feltrinelli, Milano, 1981
2, pagine 138-141.
